Origini della festa - Sant'Antonio di Santadi

Arbus- Sant'Antonio di Santadi
Antoni Santu
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Frazione di Sant'Antonio di Santadi



La festa in favore di Sant'Antonio da Padova a Santadi si celebra nel piccolo paesino situato sulla riva sud occidentale dello stagno di Marceddì, una località facente parte del comune di Arbus che ne dista circa quaranta chilometri.
Una leggenda racconta che a Santadi un tempo, laddove è collocata l'attuale Chiesa, esisteva una vecchia casa andata in rovina dopo la morte del suo proprietario. Gli abitanti del piccolo paesino, quasi tutti originari di Arbus, mezzadri o proprietari di terreni nel paese, raccontavano che un piccolo simulacro di Sant'Antonio di circa sessanta centimetri fu ritrovato sugli scogli proveniente dal mare, molto probabilmente smarrito da qualche nave spagnola. Gli abitanti decisero, quindi, di costruire una cappella e venerarvi il piccolo santo ritrovato.
Dal giorno nacque la Festa in onore di Sant'Antonio da Padova, che venne ribattezzato poi in Sant'Antonio di Santadi dagli abitanti del posto che in suo onore fecero attribuire il nome anche al piccolo paesino



La festa di Sant'Antonio di Santadi si svolge da circa 400 anni a partire dal primo sabato dopo il 13 giugno fino al martedì successivo. Il sabato mattina viene celebrata la Santa Messa in onore del Santo seguita dalla benedizione del pane. La statua viene poi portata fuori dalla Chiesa e collocata nel cocchio addobbato con gigli,grano e fiori.




Una volta sistemata, parte la processione alla volta della frazione di Sant Antonio Di Santadi alla quale partecipano sia i fedeli a piedi, sia i gruppi folk, i cavalieri, le tipiche" traccas " a buoi o a motore



Pare che Santadi sia nata in periodo imperiale,attorno alla fattoria di un ricco proprietario di terre della vicina Neapolis. Inizialmente era abitata da schiavi addetti solo all'agricoltura; durante le invasioni dei barbari il paese prima si spopolò per poi ripopolarsi alla fine degli scontri. Chi fuggiva si rifugiava prevalentemente ad Arbus, tornando in paese solo per la semina o per il raccolto, e coloro che scappavano dai barbari erano soliti portar con se la statua ed il simulacro del loro protettore Sant'Antonio da Padova per paura che questa venisse profanata dagli invasori, infatti si pensa che per questo motivo sia nato il "pellegrinaggio" che parte dalla chiesa di San Sebastiano ad Arbus fino alla chiesa di Sant'Antonio di Santadi il primo sabato dopo il 13 giugno di ogni anno.




Si dice che una volta costruita la Chiesa, alcune persone avessero portato il simulacro nella Parrocchia di San Sebastiano ad Arbus, sostituendolo con una statua più nuova, ma il giorno dopo la sostituzione la piccola statua di Sant'Antonio fu ritrovata misteriosamente nella sua Chiesetta originaria. Il fatto si ripetè altre volte e per questo motivo, da quel giorno, il Simulacro, viene spostato soltanto durante la festa del Santo durante il percorso della processione verso la borgata di Santadi.



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